domenica 15 settembre 2013

4 colpi

Lo vedo che si sveglia o meglio rinviene, avevo quasi paura di averlo colpito troppo forte ma ora noto con piacere che sta riaprendo gli occhi, seppur lievemente appannati; sarà che sto invecchiando e divento sentimentale, una volta non lo avrei mai fatto di lasciarlo vivo così a lungo e chiuso la questione subito ma la vita è troppo breve per togliersi anche questi pochi piaceri ed uno di essi è proprio il discorso finale del cattivo. Lo so che solitamente nei film o nei fumetti alla fine l'eroe si trova legato in modo che neanche Houdini riuscirebbe a liberarsi o in condizione tale da non poter muovere neanche un muscolo piccolissimo ma, lampo di genio, pone una domanda al malvagio di turno che, se fino ad allora presentava un QI da 1392, improvvisamente scende al valore di gatto neonato e comincia a declamare tutta la sua vita dando tempo al buono di liberarsi, pestarlo per bene e trionfare! Ma c'è una piccola differenza, anzi due, ma anche tre, questo non è un film, qui di eroi non ce ne sono e il prigioniero ha la bocca tappata pertanto mi prendo questa soddisfazione "Giovanotto.. per parafrasare qualcuno più famoso di me... Io sono il migliore in quello che faccio! lo so che come tutte le cose spunterà sempre qualcuno o qualcuna pensando di potermi battere e dimostrare al mondo di avere i requisiti per avere il mio posto e questo qualcuno oggi sei tu, solo che mi spiace per te il migliore fra i due è quello con la pistola carica e non quello legato ad una sedia.. e come vedi la pistola carica ce l'ho io. Io non ho proprio voglia di cercarmi dei guai e anzi faccio di tutto per evitarli, tengo un basso profilo, non mi ubriaco, pago regolarmente le bollette e aiuto le vecchiette ad attraversare la strada ma, figliolo, se Voi venite a cercare me insistendo convinti di togliermi di mezzo e poi però non lamentatevi se fate una brutta fine.. arriverà il giorno che qualcuno mi pianterà una pallottola nella schiena ma, mio caro, mi spiace oggi non sei tu. Come disse il beato Marco da Roccaforte: verrà un tempo un cui pagherò per le mie colpe ma oggi vai tu in braccio alla morte!" Sgrana gli occhi e cercare di parlare ma il nastro adesivo fa il suo lavoro e avverto solo pochi mugolii, non glielo levo perchè prima cosa ha la barba e gli farei male e seconda cosa non mi interesserebbe niente di tutto ciò che potrebbe dire; minacce? implorazioni? soldi? le prime due non mi farebbero nè caldo nè freddo, i terzi .. beh diciamo che ne ho a sufficienza per la vita che faccio pertanto controllo gli ultimi dettagli per non sporcarmi casa, gli infilo la testa in un sacco della spazzatura, chiudo bene con del nastro isolante alla base del collo e lo lascio soffocare. Come? avevo detto che avrei usato una pistola? e no cari lettori leggete bene... ho detto che avevo una pistola carica ma non che l'avrei usata, e scusate vivo in centro in un piccolo condominio di un paese tranquillo, secondo voi potrei sparare in una casa alle due di notte? e senza sienziatore? Oltretutto usare un sacchetto e lasciarlo soffocare è molto più pulito, mi spiace per lui in quanto avrà qualche minuto di agonia ma, scusate, mica glielo ho chiesto io di provare ad uccidermi comunque tanto per essere precisi il tempo necessario perché sopraggiunga il decesso per asfissia può variare da persona a persona, a seconda del modo in cui il corpo reagisce alla presenza di un'elevata quantità di anidride carbonica al posto dell'ossigeno e a quanto questa persona è abituata a stare in apnea. In linea di massima, facendo affidamento su un brutale esperimento che fu fatto su dei cani a cui vennero messe delle maschere di gomma sul muso, fu osservato che l'arresto cardiaco sopraggiunse negli animali in 8 minuti, dopo un primo momento di semi-incoscienza seguito da spasmi; sono passati appena 3 minuti e qui siamo già arrivati alla fine, gioventù moderna che non riesce neanche ad avvicinarsi ai valori di un cane. Ricordo che a 22 anni resistetti 5 minuti e mezzo quando un francese, di cui sinceramente neanche ricordo il nome, mi chiuse la testa in un sacchetto nel tentativo di eliminarmi ma ero giovane, allenato e soprattutto fortunato e mi salvai poco prima dell'eclissi respiratoria. Ma torniamo ad oggi che rinvangare il passato non sempre è piacevole, soprattutto se da quel passato son ormai trascorsi 40 anni.. a questo punto mi trovo in una notte d'estate con un morto nel soggiorno imbustato perfettamente nudo da eliminare rapidamente in al massimo due giorni prima che cominci ad esalare odori sgradevoli ed i vicini possano pensare che io sia morto in solitudine, oltretutto dopodomani si radunerà in casa mia il circolo del Burraco e non posso rischiare che una delle partecipanti lo veda con rischio si infarti e mi lasci la partita in sospeso. Fortunatamente non mi manca l'esperienza per affrontare situazioni simili ma, siccome in fin dei conti son bravo e so che voi non l'avete, perderò qualche minuto per disquisirne con voi; intanto pensate ad un corpo umano maschile mediamente atletico e altezza circa un metro e ottanta, così ad occhio direi un 85 kg di peso; bruciarlo? impossibile, innanzitutto per farlo scomparire servirebbe un vero e proprio forno crematorio o almeno un forno abbastanza grande da contenerlo che raggiunga almeno i 1400 gradi e possa funzionare per 3 ore di seguito, si narra che qualcuno sia sparito in un forno di pizzeria ma il procedimento è troppo lungo e solo fossi il proprietario di un locale adatto potrei fare una cosa simile. Quindi, scusate il gioco di parole, ma eliminiamo l'eliminazione a mezzo calore, e pensiamo all'acido; avrete visto tutti il film Nikita quando Jean Reno si presenta come "Victor le Nettoyeur" e porta con sè due valige di acido presso la casa dell'ambasciatore dove, insieme ad Anne Parillaud, devono eliminare un corpo; ecco questa scena è una delle classe libertà poetiche cinematografiche in quanto utilizzando dell'acido solforico concentrato occorrerebbero circa 68 litri di H2SO4 per eliminare un corpo di circa 70 kg e se osservate bene le dimensioni non credo proprio che nelle valige ci fosse tale quantità di liquido. Inoltre pensiamo al tempo necessario ed alla necessità successiva di pulire tutto, immaginate durante il torneo di Burraco "***, posso andare in bagno?" "Certo Alice, ma stai attenta che sto sciogliendo un cadavere nell'acido"; sarebbe diverso avessi una cantina ma poi dovrei procurarmi una vasca d'acciaio abbastanza grande e soprattutto comprare 70 / 80 litri di acido solforico.. e un pensionato che compra simili cose non passerebbe di sicuro inosservato. Spero di avervi chiarito le idee su tante "finzioni" cinematografiche che avrete sicuramente visto, a questo punto mi restano poche altre opzioni fra cui far sparire il corpo sott'acqua ma peccato che io non abiti a New York dove la mafia nel fiume ha un suo cimitero ma a Chiavari in Liguria, e Vi immaginate se buttassi un cadavere nel corso d'acqua locale, l'Entella, che d'Estate è alto 20 cm? non credo passerebbe inosservato più di 2 ore; seppellirlo stesso discorso e oltretutto è periodo di funghi pertanto i boschi pieni di persone a qualsiasi ora del giorno, per non dire che non mi ci vedo a trasportare sulle spalle 80 kg su per i monti, anche quelle cose da film che lascio ai vari Stallo e Scwarzenegger dei giorni migliori. I maiali! potrei darlo da mangiare ai maiali che se lasciati due giorni a digiuno ti divorano anche l'automobile come fosse burro ma innanzitutto il cadavere va diviso in almeno sei pezzi e darli in pasto ai maiali. Bisogna affamare i maiali per qualche giorno, ma poi la vista di un cadavere a pezzi gli sembrerà come un ghiacciolo nel deserto. Bisogna rasare la testa della vittima ed estrarre i denti, per il bene della digestione dei maialini, si potrebbe fare anche dopo ovviamente, ma non è bello rovistare nella merda di maiale, vi pare? Quelli si spazzolano le ossa come fossero burro! Ci vogliono almeno sedici maiali per completare l'opera in una seduta quindi non vi fidate di chiunque vi dica che ha un allevamento di maiali. Finiscono un cadavere che pesa diciamo per esempio 100 kg in non più di circa otto minuti. Questo vuol dire che un solo maiale può arrivare a consumare un kg di carne umana, cruda, in un solo minuto. Da qui deriva l'espressione "essere avidi come un maiale". Ma... intanto tagliare e togliere i denti, ok si può fare... ma trovare 16 maiali affamati? Come vedete non è semplice il mio lavoro! oltretutto in questo caso neanche sono pagato per accollarmi tanti fastidi!

martedì 12 marzo 2013

Sono fiero del mio paese

E che nessuno provi più a dire che Nord e Sud non sono eguali...

lunedì 11 marzo 2013


martedì 22 novembre 2011

Qualità aziendale

INTRODUZIONE Era una bella giornata di settembre (Nota dell'Autore: visto che la storia è piuttosto triste non potevo ambientarla anche sotto la pioggia: mi sembrava eccessivo). Nonostante il sole riscaldasse gli uffici della CONFUSION S.p.A., in Azienda si respirava un'aria carica di elettricità e di tensione, tutti si guardavano attorno e sbirciavano dietro le finestre, cercando di darsi un contegno e controllando di aver riordinato correttamente le scrivanie. Il giorno prima alcuni, dopo vent'anni, avevano scoperto che la loro scrivania era finemente intarsiata con una lavorazione databile attorno ai primi del Seicento, perfettamente conservata negli anni perché protetta da strati di carta. Altri, purtroppo, erano stati ricoverati a causa dell'intossicazione dovuta alle esalazioni di gas sprigionatosi dopo la rimozione di alcuni documenti ormai decomposti. Altri ancora si erano lasciati sfuggire una lacrima ritrovando un ordine vecchio di ventitré anni, mai evaso, di un Cliente purtroppo già trapassato. Comunque ora le scrivanie erano sgombre ed in mezzo ad esse troneggiava lui, bello, perfettamente rilegato, il MANUALE DELLA QUALITÀ, scortato da un plotone di procedure e la modulistica sulle retrovie. La Segretaria aveva disposto il corteo di documenti tra due bonsai di plastica, anch'essi spolverati e puliti con l'aria compressa il giorno prima in Officina. Il Direttore Commerciale, noto uomo di mondo, aveva simulato la pratica di una trattativa con un Cliente del Togo, ma era abbastanza incerto sulla lingua e quindi aveva preparato una finta offerta con solo numeri, l'offerta era comunque firmata e datata e riesaminata con la firma falsa del Direttore Generale. Il Direttore di Produzione stava sbraitando con il Direttore Acquisti, perché accendendo dopo sei anni il PC che aveva sul tavolo, era apparsa solo una scritta strana (tipo C:\) con una lineetta lampeggiante e basta... era evidente che quel "coso" rappresentava l'ennesima fregatura di quel disonesto di fornitore e di chi lo difendeva all'interno della CONFUSION S.p.A. Il Capo Officina, invece, sembrava abbastanza normale, tranne che per il colorito cianotico dovuto alla cravatta eccessivamente stretta. Dal taschino spiccava fulgente il suo calibro, riesumato dai tempi dell'Istituto Tecnico e tirato a lucido. Il Capo Officina perse le staffe solo quando un Operaio del montaggio si mise a fare la majorette con una chiave dinamometrica certificata. I più tranquilli erano gli Amministrativi, per loro non era previsto l'incontro con l'Ispettore e, quindi, si divertivano a sbeffeggiare i colleghi, ma in fondo si sentivano esclusi e quindi avevano fatto richiesta del Manuale della Qualità.A dire il vero il loro Manuale sembrava "il brutto anatroccolo", rilegato dentro ad un raccoglitore con la scritta cancellata "Fatture da 501 a 1000 - Anno 1976". Tutti si domandavano dove fosse lui, l'Ingegnerino della Qualità; in realtà aveva un nome Ing. Bartolomeo Orso Maria Fabbretti. L'ing. Bartolomeo Orso Maria Fabbretti cercava di darsi un certo tono, forte del suo titolo di studio e di una ipotetica discendenza nobiliare, nonostante ciò, tutti, alla CONFUSION S.p.A., lo chiamavano Pipino. L'ing. Pipino uscì dall'Ufficio del Direttore Generale, in un evidente stato di ansia e di confusione mentale: aveva appena spiegato al Direttore la Politica della Qualità della Direzione; il Direttore l'aveva letta solo adesso e non gli piaceva per niente, quindi voleva cambiarla. Per fortuna i vagiti e le lacrime di Pipino l'avevano convinto a desistere. L'Ing. Pipino era madido di sudore freddo, anche la sua ventiquattrore, quella che la nonna gli aveva regalato per la laurea, stava sudando. Attraversando l'Officina l'attenzione dell'Ingegnere fu colpita da un luccichio anomalo che balenava dal taschino del Capo Officina. Pochi istanti dopo si sentì un urlo straziante seguito da un tonfo, qualcosa di simile a Willy il Coyote che precipita nel Canyon. Un attimo dopo il Capo Officina era già al suo fianco e tentava di rianimarlo, sventolandolo con la dispensa sul Primo Soccorso che gli avevano dato durante il corso sulla 626. Ma l'Ing. Pipino riprese i sensi solo dopo che il Capo Officina ebbe promesso di distruggere il bel calibro dell'Istituto Tecnico che risultava non tarato, non etichettato e non datato. ARRIVA IL CONSULENTE Dal vialetto si sentì sopraggiungere una macchina. Man mano che il rombo del motore si avvicinava le orecchie si tendevano sempre più, la CONFUSION S.p.A. sembrava una carovana nel Far West mentre attraversa una gola e tutti cercano di scorgere la penna di un indiano nascosto oltre il bordo della scarpata. Dietro il cancelletto invece apparve il destriero del Consulente. E’ lui, arrivano i nostri !!! Il Consulente scese da cavallo ancora avvolto in una nuvola di polvere che rendeva ancor più coreografico il suo arrivo.Entrò in Azienda scrollandosi la polvere di dosso e, sorridendo alla Segretaria, esordì nel suo più raggiante ed accattivante "Salve gente, come va?" Era più sicuro di John Wayne, più affascinante e pieno risorse di Mandrake, più onesto e rassicurante di Superman. Era perfettamente tranquillo e non sudava (cioè: stava sudando, ma sotto la muta da sub).l'Ing. Pipino gli corse incontro con le braccine sollevate urlando "Mamma Mamma!!!" Dopo un momento, però, Pipino si riprese e, professionalmente, informò il Consulente di aver appena finito di tarare la stilografica.Il Consulente lo guardò affettuosamente "Lo so come ci si sente, ma stai tranquillo... scusa mi assento un attimo." Il Consulente si allontanò per prepararsi all'incontro con l'Ispettore, si lavò accuratamente le mani, e indossò la sua arma segreta... i guanti con ventose per arrampicata libera sugli specchi (tra gli appassionati di questo sport estremo è soprannominato l'Uomo Ragno, alcuni affermano di averlo visto scalare le vetrate del palazzo dell'ISO).   ARRIVA L'ISPETTORE Il selciato del vialetto di accesso risuonò di un rumore innaturale, una armonica miscellanea dello scalpitio di un cocchio accompagnato da trombe e tamburi e di un canto gregoriano accompagnato da un organo. Sospeso su una nuvola bianca fece il suo ingresso l'Ispettore.Su precise indicazioni del Direttore Generale entrò in azione il Comitato di Accoglienza: l'Ing. Pipino, carponi, fungeva da scaletta per scendere dalla nuvola, i Dirigenti di primo livello stesero la lingua a terra, i Quadri offrirono bevande per rifocillare l'ospite (tutte le bevande erano state opportunamente addittivate con oppiacei, canapa indiana e camomilla), Impiegati ed Operai intonarono canti di benvenuto. Dietro saggio consiglio del Consulente, la Direzione evitò di ingaggiare alcune odalische locali, in quanto tale offerta avrebbe potuto essere interpretata come una forma eccessiva di ospitalità, finalizzata ad influenzare il giudizio dell'Ispettore. Con un gesto appena accennato della mano e con un sorriso molto bonario l'Ispettore zittì la folla festante: "Buongiorno Signori, mi chiamo Vlad il Sanguinario, per non essere formali chiamatemi pure Dracula. Grazie per la calorosa ospitalità a nome mio e dell'Ente che rappresento e, sin da ora, vi ringrazio per la collaborazione" esordì con queste parole. Alcuni sono sicuri di aver sentito l'ululato di un lupo in lontananza. Effettivamente l'ambiente si era un po' gelato e, per rompere il ghiaccio, il consulente disse: "Grazie a Lei, faccia come a casa sua, ma... non ci siamo già incontrati presso qualche Azienda?". Risposta: "Nessun Consulente si ricorda di me... almeno nessuno di quelli vivi". Questa risposta contribuì ad accentuare una lieve sensazione di panico. Solo Igor il Magazziniere era contento, immaginava la fine orrenda di Pipino e del Consulente, d'altra parte era stato ricoverato alla neurodeliri dopo aver etichettato tutto il magazzino, pezzo per pezzo e rondella per rondella. Quasi quasi Igor avrebbe voluto fare l'assistente di Vlad. Ma il Consulente, sicuro di sapersi accattivare la simpatia di Dracula, gli propose, per la pausa pranzo, di andare a mangiare una fantastica bruschetta strofinata con l'aglio. Dracula pensò che fosse una battuta. VISITA ALLA DIREZIONE "Potrebbe descrivermi la Sua Politica della Qualità?" Risposta: "L'ho scritta di mio pugno sul Manuale" rispose il mitico Direttore. Sospiro di sollievo di Pipino e grande cenno di assenso del Consulente dietro le spalle di Vlad. "Ma non se la ricorda a memoria?" insistette Vlad. Risposta, guardandolo negli occhi: "No sono smemorato, mi dimentico anche di pagare le fatture degli enti Certi ficatori. Vlad diventò verde, il Consulente fece un altro segno di assenso, "... ed anche quelle dei Consulenti" aggiunse il Direttore. Anche il Consulente diventò verde. VISITA AL COMMERCIALE Un post-it formato tovaglia indicava la sezione del manuale relativa al riesame del contratto. "Desidererei "vedere un'offerta fatta ad un Cliente". "Pronto: eccone una fresca fresca di oggi, si tratta di un Cliente importante nel Togo... sa stavamo lavorando come se niente fosse ." Pipino era color giallo limone. Dracula rigirò l'offerta e sibilò: "Qui non si capisce niente!". Il simpatico Commerciale, noto uomo di mondo, rispose ammiccando: "Lo sa anche lei come si fanno le offerte:è fondamentale che non si capisca niente!". Con un ghigno, Vlad vergò una croce sulla sua check list. Il lupo ululò in lontananza. Il Consulente tentò un recupero: "Guardi che l'Azienda soddisfa sempre le esigenze, espresse ed inespresse, dei Clienti ". Risposta del vampiro: "Come misurate la soddisfazione del cliente?" rivolto a Pipino, il quale balbettò qualcosa di incomprensibile relativamente al riesame della Direzione. Senza perdersi d'animo, il Consulente intervenne: "Contano i biglietti di Natale dei Clienti" La partita tra i due assunse toni epici: Vlad, guardandolo negli occhi, disse: "... l'evidenza documentale? ". "... l'archivio è in portineria" . Il Consulente evitò la non conformità, spacciando la collezione di biglietti e cartoline del figlio del portiere per l'archivio dei preziosi documenti di registrazione. Vlad, triste, cancellò la croce: dovette arrendersi di fronte all'evidenza documentale. Il Consulente cercò di cambiare discorso: "Simpatica l'idea di mettere le croci per segnare le non conformità!". "Mi ricordano casa..." fu la risposta. Il lupo ululava, mentre Pipino aveva dei crampi allo stomaco così forti che sembrava una clessidra. VISITA ALL'UFFICIO TECNICO Dracula entrò in Ufficio Tecnico preceduto da una folata gelida di vento, che scompigliò tutti i disegni sul tavolo. Dal polverone emerse il Progettista, che esordì in questo modo: "Aspetti che Le faccio un po' di spazio.. . qui si lavora sempre in mezzo al casin... cioè... Vlad chiese con fare bonario: "Potrei vedere l'ultima pratica di progetto?". Il Progettista, che come tutti i suoi colleghi, era famoso per diplomazia e senso del momento rispose: "L'ultima? Guardi che roba... noi facciamo biciclette e mi hanno chiesto di progettare una carriola". A Vlad luccicarono i canini; al Consulente venne voglia di fare una eliocopia del Progettista, a Pipino scoppiarono le ghiandole surrenali, ma il grande afflusso di adrenalina gli fece rispondere: "I dati e i requisiti di base sono chiari, il Commerciale vuole una bicicletta con una sola ruota anteriore, senza cinematismi per la trazione e con un ampio cestino per il trasporto di oggetti vari . Anche Vlad ci aveva creduto, il Consulente era commosso: in fondo quel ragazzo era la sua creatura e stava venendo su proprio bene. Ma Dracula insistette: "... le verifiche di progetto?". L'Ing. Pipino, estraendo lo scontrino del panino con la mortadella, che il Progettista aveva comprato per la merenda, squittì: "... mediante calcoli alternativi..." Vlad era al limite e, prima di addentare Pipino, chiese con la voce strozzata: "Come state validando questo progetto?". Riapparve il Progettista da dietro il CAD: "Vede l'impalcatura attorno alla villetta del Direttore? Vicino all 'impalcatura un nostro Collaudatore sta facendo le prove su un prototipo". In lontananza il manovale con la carriola si sentiva stranamente osservato. Vlad continuò imperterrito: "Cosa mi dice del riesame?". "Prima di consegnare il prototipo in cantiere abbiamo fatto una riunione con tutto lo staff per verificare che i risultati fossero concordi con le richieste iniziali" disse Pipino, indicando la foto della cena aziendale scattata Otto anni prima. Vlad si arrese "... approfondiremo questo tema durante una eventuale visita successiva" VISITA IN PRODUZIONE Il Capo Officina era commosso, dopo diciassette anni finalmente qualcuno degli Uffici entrava in Officina. Gli Operai indossavano tute fiammanti appena distribuite, Vlad notò immediatamente qualche piccola confusione nelle taglie ma, non essendo l'eleganza uno specifico requisito, tacque. Venne fatto un primo giro per rendersi conto del processo produttivo, tutti erano stati addestrati a fingere di lavorare come niente fosse... i robot fischiettavano e scambiavano quattro chiacchiere con le macchine utensili. L'attenzione di Dracula venne attratta da una cassa: "Cosa c'è dentro?". Il Capo Officina colse l'occasione al volo "Dai, apriamola, . .. sono sei anni che hanno messo qui questo investimento strategico in tecnologia". Si fermarono solo quando, leggendo il Manuale d'Uso e Manutenzione, scoprirono che poteva essere aperto solo da un nucleo speciale di artificieri. Vlad si guardò attorno e scelse tra gli Operai la sua vittima. Il Nino, detto amichevolmente Sgrunt, stava tirando martellate furiose su una lamiera. "Le hanno illustrato la Politica della Qualità?" chiese Vlad. "No". "Le hanno detto almeno qualcosa sul Sistema Qualità?". "No". "Ma Le hanno dato delle istruzioni operative?". "No". Pipino ed il Consulente si resero conto che la cosa migliore era il silenzio. "Ha i disegni di quello che deve fare?". "Quelli sì, certamente!". Grande sospiro di sollievo. "Posso vederli?". Sgrunt si tuffò nell'armadietto e consegnò a Vlad una serie di pubblicazioni, caratterizzate dal più evidente contenuto osceno. Vlad non mollò la preda: "... insomma, voglio capire il lavoro che fa e come lo controlla". La domanda, finalmente chiara, ebbe lo stesso effetto del bacio che trasforma la bestia nel principe. Sgrunt fu avvolto da una luce e riapparve indossando il camice candido della NASA. Sgrunt presentò nell'ordine: - l'analisi funzionale del prodotto, - la descrizione del metodo di scelta dei materiali, - le tolleranze e gli accoppiamenti dei componenti, - la descrizione di tutti gli accorgimenti costruttivi, - l'analisi delle modalità di guasto e degli effetti. Vlad era stupefatto: "L'analisi delle modalità di guasto? ... allora Lei fa anche la FMEA?". "No: sono solo un Operaio!". VISITA AL CONTROLLO QUALITA' L'uomo del Controllo Qualità, detto il Texano per la sua malleabilità nel dare giudizi e comunicarli, guardò con odio il trio Vlad, Pipino e Consulente. Per lui rappresentavano l'Assicurazione Qualità che, gli era stato spiegato, era qualcosa di più del Controllo Qualità, perché c'era scritto nella ISO9000. Di conseguenza si era trovato Pipino come Capo. Effettivamente lui era il giudice e giustiziere, onesto ma senza pietà, di tutti i lotti di produzione e di approvvigionamento, conosceva i processi produttivi interni e dei fornitori e, come un vero Cowboy, sapeva riconoscere il bene dal male. La parte relativa alle prove controlli e collaudi passò senza problemi grazie alla competenza del Texano. "Posso vedere la strumentazione che lei utilizza?" chiede Vlad. Il Texano guardò Vlad negli occhi con durezza: "Se ti azzardi a toccare i miei strumenti ti strappo i canini e te li infilo nelle orecchie". Il vampiro diventò ancora più pallido, il lupo in lontananza si mise a uggiolare. Pipino ed il Consulente si avvicinarono a Vlad per rinfrancarlo. Il Consulente sussurrò a Vlad: "Vacci piano perche' quello non scherza" e gli mostrò gli scalpi di quelli che avevano tentato di convincerlo a chiudere un occhio su un lotto difettoso. "Posso cortesemente vedere le verifiche di taratura degli strumenti?". Rapido come un fulmine il Texano estrasse alcuni raccoglitori che contenevano tutte le prove fatte dal dopoguerra in poi (i bombardamenti avevano distrutto il vecchio archivio). Vlad si era ripreso "Voglio vedere le procedure di taratura!". "... per favore..." puntualizzò il Texano. Il Texano riuscì a dare la dimostrazione scientifica della possibilità di tarare un calibro utilizzando la coda di un serpente a sonagli che aveva appena strangolato. Vlad il vampiro non poteva ammettere la sconfitta, quindi scovò un metro in un cassetto "... e questo:.... quanto è lungo?". Il Texano fece una pausa ad effetto e sibilò: "Dipende..." mentre caricava la sua Colt 45 con proiettili di argento. Vlad digrignò i denti, il lupo ricominciò ad ululare, il Consulente e Pipino incrociarono due calibri per farne una croce. Vlad isterico urlò: "Non dipende da niente! Voglio verificare la catena metrologica con la quale ha deteminato l'incertezza dello strumento!" Il Texano aggiustò il cinturone e rispose: "Dipende dalla velocità relativa degli osservatori, secondo le notissime leggi della relatività". La mano scattò fulminea e due proiettili d'argento sibilarono a un decimo di millimetro dalle orecchie di Vlad. RIUNIONE FINALE Sul davanzale della sala riunioni una giovane coppia di avvoltoi cominciò a costruire il nido mentre tutto lo staff passeggiava nervosamente in attesa del verdetto. Il Commerciale azzardò una battuta: "in fondo io volevo solo il marchietto ... mal che vada potremmo sempre sponsorizzare una squadra di bocce per farci pubblicità". Venne subito dato in pasto agli avvoltoi. Entrò Vlad il Vampiro con un ghigno stampato sul volto e un verbale sottobraccio alto quanto l'Enciclopedia Britannica. "Prima di tutto voglio ringraziare tutti per la collaborazione dimostrata" esordì Vlad "... passiamo ora alla lettura delle anomalie riscontrate ". Iniziò lentamente una litania che solo saltuariamente veniva interrotta dal rantolo di qualche Responsabile che stava tentando il suicidio. Sei ore dopo i superstiti, umiliati e prostrati, desideravano solo che quel linciaggio morale avesse termine. Solo il Direttore sembrava impassibile, dormiva. "... concludendo: ritengo di poter suggerire al Comitato di Certi ficazione l'emissione del certificato, in quanto siete stati abilissimi a non farmi vedere quello che fate e a farmi vedere quello che non fate" terminò Vlad mentre il lupo ululava alla luna. "Comunque ci rivedremo...!".

domenica 20 novembre 2011

21 novembre 2011

Caduto il governo Zapatero.... ultimo baluardo di libertà in Europa....

venerdì 4 marzo 2011

THERE....

There's no time for us
There's no place for us
What is this thing that builds our dreams yet slips away from us?
Who wants to live forever?

Il ghetto di Genova; una zona particolare e malfamata del centro storico, a due passi da un patrimonio dell’Unesco come via Garibaldi con i suoi palazzi dei Rolli e poco distante dal porto antico dove è il famoso acquario, luoghi visitati ogni anno da milioni di persone che neanche immaginano cosa esista a pochi metri da loro; una zona persa e nascosta nell’intricato labirinto dei vicoli genovesi, una zona dove nessuno entra se non ha un motivo ben preciso, ed anche in quel caso riflette bene sulle sue motivazioni prima di entrarvi.
Una cacofonia di suoni, odori, colori e persone che si mischiano fra loro creando situazioni uniche e non riproducibili in altri contesti, chi camminando fra i vicoli facesse attenzione sentirebbe risuonare lingue diverse provenienti da ogni parte del mondo; l’arabo degli immigrati egiziani, il francese dei senegalesi, il cinese, i dialetti sudamericani misti di indio, spagnolo e portoghese fino agli ultimi resistenti dialetti dell’italia meridionale retaggio dell’immigrazione anni 60 quando i vicoli divennero rifugio di siciliani, napoletani e calabresi scappati dalla povertà del sud.
Chi oltre a drizzare le orecchie volesse alzare lo sguardo per collegare suoni e voci alle rispettive fonti non resterebbe deluso dalla multietnicità della zona ma potrebbe restare invece colpito da altro, non da sensazioni e impressioni, ma da qualcosa di letale come un coltello o comunque pesante come una carezza d’acciaio; in questi luoghi bisogna stare molto attenti a dove si posano gli occhi e dove gira lo sguardo perché è un attimo vedere cose che è meglio non conoscere per la propria salute, è soprattutto per questo che coloro che attraversano il ghetto camminano veloci fissando la strada e non curandosi d’altro.
Niente negozi o attività produttive “normali”, l’unica merce in vendita è una mezz’ora di amore mercenario a 30 euro offerta dai travestiti che popolano i cosiddetti bassi della zona, monolocali a livello della strada dove la signorina in questione invita ad entrare i passanti per un fugace rapporto omosessuale; questo è il secondo motivo per cui si cammina evitando di incrociare lo sguardo con le altre persone, chi entra nel ghetto ma non vi abita non è felice di essere riconosciuto e se incontra possibili conoscenza devia il proprio percorso per successivamente ritornare sui propri passi.
Il posto ideale dove vivere.

venerdì 21 maggio 2010

Lazzaro

"Lazzaro.... alzati e cammina!!"
disse un tipo grunge ed anche mezzo hippie la bellezza di circa 2000 anni fa, e lo disse con tale convinzione, con tale tonalita'di voce che Lazzaro morto convinto e sicuro, passato a miglior vita per un banale incidente di percorso quale 4 coltellate alla schiena, gli diede retta, si alzo' e si mise in cammino.
La storia ufficialmente conosciuta termina qui ma... ma.... che accadde dopo?
Beh tante cose, ma lasciate che intanto mi presenti, io sono Lazzaro!
Ma non un Lazzaro qualunque bensi'quello vero, quello originale al 100% citato nel nuovo testamento e resuscitato da quel cannabinoide di Gesu'Cristo!
Adesso sta'a voi decidere se ascoltarmi oppure no, magari potreste iniziare a sentire il mio racconto e poi se vi annoia o non credete a quanto andro'a dire andarvene mandandomi a quel paese per il tempo perso, ma devo farVi pero' una precisazione... se decidete di fermarvi sono 100 euro sia che restiate sia che ve ne andiate dopo 2 minuti.
E cazzo... saro'anche immortale ma la vita costa!

Quindi? ok Vi lascio qualche minuto per decidere..

Alla fine 3 via e 10 restano? Ok.. un attimo solo ed il mio assistente caino passera' fra Voi per il pagamento del dovuto; Caino si´... ho detto Caino.. ma questa e'un´altra storia e se interessati sono altri 100 euro, la vita costa anche per lui e, oltretutto, si porta dietro una cattiva fama veramente immeritata; d´accordo ha ucciso suo fratello ma di questi tempi se la caverebbe patteggiando 2 anni con la condizionale invece.. pensate un po´... prima sto cazzo di gran vecchio onnipotente che vive sopra le nuvole crea i suoi genitori, Adamo ed Eva, i quali trombano e sfornano cosa? 2 figli maschi! pensateci bene, prima adamo ed eva (coppia eterosessuale) cui vanno ad aggiungersi Caino ed Abele (2 maschi!) quindi cosa abbiamo alla fine? una donna, 3 uomini ed un gregge di pecore perché il vecchio aveva creato anche quelle per avere la lana per farsi i pedalini caldi per l´inverno!
Mettetevi nei panni del mio amico, hai voglia di figa? l´unica sulla faccia della terra é quella della madre! altro che complesso di Edipo! e quindi cosa ti resta? Adamo? avete mai provato a metterlo in culo ad un boscaiolo cazzoso di 2 metri per 100 kg? non é cosa molto consigliata...
Abele? tutto il giorno attaccato alla madre a fumare gridando "Ave maria piena di gioia sia benedetta la foglia della tua pianta Santa maria foglia di Dio dona a noi la visione celestiale!"
Pertanto eliminate mentalmente le persone chi resta... dai che ci arrivate.. beh giusto le pecore!

e che cazzo fa Abele? decide di dare una festa per tutti gli amici immaginari provocati dalle visioni del fumo e gli uccide gli animali! dai siamo onesti.. vi sareste incazzati pure Voi! Caino lo prende, gli spacca la testa e poi scappa; ovviamente il grande vecchio onnipotente ed onnipresente lo becca subito peggio di CSI Miami e gli grida "CAINO!! CAINO!! che cazzo hai fatto?? ora mi tocca crearmi un altro che mi rolli le siga!! maledetto!! per questo sarai condannato a partrire con dolore!!"

"no .... scusa... quella é tua madre! sarai condannato a vagare per il mondo in pena e le pecore scapperanno appena ti vedranno!!!"